CHIUSURA XV A. A. DEL CORSO DI ESTETOLOGIA - RIFLESSIONI

Siamo alla conclusione dell’Anno Accademico 2006-2007: è presto per fare bilanci, ma abbastanza per riflettere. Il corso di Estetologia della L U L V Leonardo da Vinci di Roma è una realtà in forte crescita. Sicuramente sta godendo beneficio di questa sede didattica, presso l’Istituto La Salle - Fratelli delle Scuole Cristiane di Roma. Ricorda infatti altri Campus Universitari, specie statunitensi, con un trionfo della primavera nei bei giardini attorno le aule, in una atmosfera accogliente, isolata dal chiasso cittadino, pur vicinissimo ma apparentemente distante. E’ un’oasi separata, dedicata alla meditazione, all’impegno della lezione. Soprattutto sta godendo della buona qualità dei numerosi studenti, appassionati, impegnati, convinti. E’ un grosso stimolo per noi docenti, una ricerca di evoluzione, di approfondimento della dottrina, una dedizione a qualificare al meglio i discenti e noi stessi. L’Estetologia infatti è scienza in itinere, attenta ai cambiamenti sia della scienza, sia del sociale. L’Estetologo è una figura sempre più definita ed affermata professionalmente, grazie alla formazione dei molti operatori già sul mercato, ma ancora legati al cordone ombelicale della scuola, attivi, qualificati, apprezzati ovunque operino. Ma è in itinere a causa dell’evoluzione della richiesta di benessere che si afferma nella società attuale, non prodotto di effimera vanità ma piuttosto rispetto di sé in unica concezione di spirito e corpo. L’ Estetologia è un lungo percorso, dottrinale e disciplinare che nata da l’ideologia genuina del promotore il prof. Guglielmo G. Lanza, evolve in un discorrere continuo tra i docenti e gli stessi discenti, per spostare proficuamente la rotta, con sensibilità, attenzione per evitare facili dogmatismi, creatività. L’Estetologo valuta, consiglia, dà pareri, offre assistenza tecnica, demandando la correzione degli “inestetismi” conclamati agli operatori del settore dall’estetista al medico specialista o al chirurgo plastico, diviene esperto in Scienza dell’Armonia Fisica, operatore del Benessere, specializzato e qualificato, capace di evitare i conflitti d’interesse con le altre operatività, ma anche di affermare una cultura dell’immagine. Il know-how sottolinea una competenza propria ed unica, un percorso culturale impegnativo. E’ il ruolo di chi conduce l’utente, interpretandone l’esigenze, mentre spazia in una moltitudine di proposte concrete possibili. L’esigenze dell’utente divengono punto di partenza di un programma rivolto dalla forma fisica al benessere come accezione vasta, prevenzione proponibile, intuizione delle sofferenze dell’immagine, anche interiore. Questa è davvero una Scienza dell’evoluzione della condizione umana, partita dalla Filosofia quando Alexander G. Baumgarten, pubblicando l’Æsthetica, poneva nel 1750 la definizione alla nascita di un “nuovo” sapere: come "scienza del Bello, delle arti liberali, sorella della Logica". Era la definizione di una teoria della conoscenza divisa in due parti: la conoscenza intellettuale la logica e la conoscenza sensibile l'estetica (dal greco aisthesis, sensazione). Già negli anni successivi, nell’arte si fa talora riferimento all’Estetologia, intesa come cultura estetica. L'estetica di Baumgarten fu il termine di riferimento per la Critica del Giudizio di Kant; e ripresa da Benedetto Croce per il quale si configurava come attività teoretica relativa al sensibile, riferimento alle rappresentazioni ed alle intuizioni che noi abbiamo della realtà. Da allora, l’estetica, attraverso il proliferare dei mass-media, viene spostata nella quotidianità, se ne ricerca la percezione con relativi protocolli e canoni in ogni cosa, dagli oggetti del vivere alle abitazioni, al vestire, alla immagine personale. L’evolvere confuso della società rende necessaria la figura di un consulente super partes in quella scienza dell’immagine fisica tra commerciale e scienza, prevenzione e tecniche del “wellness”, inteso come benessere complesso di corpo, spirito, emotività. Evitare facilonerie e sensazionalismi richiede competenza professionale, aggiornamento continuo. Si rivolge ad un dirigente che sa guidare e proteggere l’utenza, sia che operi nel contesto di un centro, sia che collabori in convenzione con le altre figure professionali. La salute assume un significato più ampio che investe tutti gli aspetti, fisici ed emotivi, della persona nell’evolvere della società, situazioni di vita e di lavoro, stress indotto, alterazione dell’ambiente naturale con adattamento a quello artificiale domestico, lavorativo, o ludico e promuove, al di là dell’assenza di patologie, uno stato di ben-essere globale, comprensivo dello spirito e della gerarchia dei valori che recuperano il rispetto dell’essenza umana, immagine dello spirito, espresso nell’immagine corporea entrambi frustrati oggi dall’annichilimento dell’anonimato di massa globalizzata. Perfino l’ OMS, in continuità con un percorso iniziato alla fine degli anni ‘70, ha lanciato, nel gennaio 2004, la Strategia Globale per l’Alimentazione, l’Attività Fisica ed il Benessere, sollecitando il coinvolgimento dei governi del mondo ed anche il sistema d’istruzione al raggiungimento di un Corretto Stile di Vita. Preservare la salute diviene dovere verso se stessi e la collettività medesima. Un gestore colto ed illuminato è pertanto necessario ed allineato con i tempi, ha una visione etica, ma nel contempo pragmatica, concreta, valuta e gestisce la forma fisica ma rispetta l’individuo nelle potenzialità di un progetto. Il raggiungimento dell’obiettivo del concreto benessere dell’utente richiede qualificata competenza, evita conflitti arroganti con le professionalità del settore ma interpreta una vocazione morale, senza dogmatismi, collaborando ma in autonomia. Riflettendo al termine di quest’anno accademico, pur se non è l’ora dei bilanci, con soddisfazione si vede il percorso già superato e la nuova meta, aspra ma intrigante di quanto possa crescere ancora questo esperto del “sensibile” denominato Estetologo nell’arte di preservare e migliorare la “bellezza”, apparente vanità ma finestra sull'infinito, sete di riflettere la bellezza del creato nella creatura.

George V. Oskarbski, M.D., M. Rettore della L U L V Leonardo da Vinci, Roma